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L'Azienda si trova sul versante nord del monte Arci a circa 4 km dal centro abitato di Villaurbana a 300metri sul livello del mare.
Adiacente all'azienda si trova il territorio comunale caratterizzato da un origine vulcanica, percoso da profonde gole, ricoperto da boschi di leccio secolari sempreverdi, al di sotto dei quali corrono corsi d'acqua.
Sono presenti le aree attrezzate con punti di arrosto e tavoli da pic-nic che si prestano per pranzi all'aperto, nelle aree attrezzate sono presenti le sorgenti le cui acque hanno proprietà terapeutiche.
La località si apre in una grande vallata che si affaccia verso il mare chiamata valle dei nuraghi in quanto è disseminata da nuraghi posti in  punti strategici sia dal punto  difensivo che per la presenza di acqua, visitabili, che servivano da abitazioni per le popolazioni che in quel periodo erano prevalentemente composte da pastori e agricoltori.
Il territorio incontaminato offre la possibilità di effettuare escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike sui percorsi naturalistici segnalati nelle apposite mappe presenti sul posto.

 

Villaubana:

Villaurbana è situata tra monte Arci e il monte Grighine, in una zona collinare ricca di vigneti, uliveti e campi di grano, scelta già in epaca molto remota a dimostrazione dei numeriosi insediamenti nuragici che ci sono sul proprio territorio. Si contano infatti, circa 38 siti, alcuni di essi, come quello di Bau Mendula, Turriu, Crannaxiu, sono integri e possono essere visitati percorrendo sentieri naturali da cui si possono ammirare paesaggi davvero suggestivi. Grazie  alla buona terra si producono ttimi vini, olio e soprattutto il pane, quella fatto in casa, per il quale Villaurbana è conosciuta anche a livello nazionale avendo aderito dal 2001 al circuito "città del pane". L'urbanizzazione, tipicapente di impostazione campidanese è rimasta immutata in alcuni rioni, soprattutto quelli più vecchi. Lo rivelano gli antichi portali che aprivano ai cortili e alle "lolle" e che ancora oggi caratterizzano le vie storiche, riportate al selciato in alcuni tratti del paese. Attorno al centro abitato si estendono zone  di natura mediterranea, mentre, soprattutto ai piedi del monte Arci, la vegetazione della montagna è caratterizzata da lecci e querce, si mantiene ancora buona. Gli itinerari naturalistici che il territorio offre agli amanti della natura sono variegati e suggestivi. Aree attrezzate, con limpide sorgenti, permettono momenti di sosta per passeggiate in solitudine o di gruppo. Addestrandosi all'interno delle aree boschive, invece, lungo i sentieri  di media difficoltà, si potranno ammirare piante secolari e una ricca vegetazione.

Nonostante l'avvento della modernità, il paese non ha dimenticato alcune delle sue tradizioni più belle, legate soprattutto alla cultura e alla religiosità. Il ballo tradizionale, così come l'arte della poesia improvvisata in limba tengono vivo il ricordo di un tempo.  Le feste religiose, promosse dalla parrocchia, dedicata a Santa Margherita, conservano, in alcuni momenti dell'anno liturgico attimi di intensa fede e suggestive celebrazioni. E, infine, la sagra del pane fatto in casa, l'ultimo fine settimana di Ottobre, a catturare l'attenzione di migliaia di visitatori e dare visibilità al piccolo centro dell'Arci - Grighine.

 

Oristano:

La bizantina Aristianis, sorta presso l'antica città fenicia di Othoca (attuale Santa Giusta), fu fondata nel 1070, quando l'arcivescovo arborense Torcotorio vi trasferì la sede vescovile, abbandonando l'ormai decaduta Tharros, e il giudice Orzocco I la eresse a capitale del Giudicato di Arborea. Questo trasferimento probabilmente fu dovuto alle incursioni saracene che in quegli anni imperversavano sul litorale occidentale sardo, e alle quali la città di Tharros era soggetta. La nuova città era invece protetta dalle eventuali incursioni nemiche da barriere naturali quali gli stagni di Santa Giusta e la biforcazione del fiume Tirso, che prima di arrivare ad Oristano si divideva in due rami, di cui uno passava a nord e l'altro a sud della città. Le prime fortificazioni furono erette dal giudice Barisone, ma il sistema difensivo fu completato solo da Mariano II, che progettò e fece costruire una cinta muraria con due grandi torri in corrispondenza delle porte principali della città: la Port'a Ponti a nord e la Port'a Mari a sud.

Il medioevo oristanese fu caratterizzato da numerose guerre tra il giudicato arborense e gli altri regni sardi, culminate nel tentativo di egemonia sull'intera isola e di resistenza all'invasione aragonese operato da Mariano IV (1347-'75) e da sua figlia Eleonora (1375-1404). Il Giudicato di Arborea fu il più longevo degli stati sardi indipendenti, e cadde in seguito alla sconfitta subita dall'esercito arborense presso l'attuale Sanluri nel 1409. Conquistata quindi dagli Aragonesi fu successivamente trasformata in marchesato. Leonardo Alagòn, ultimo marchese di Oristano, tentò di riportare la città all'antica gloria giudicale ma nel 1478 a Macomer il suo esercito subì una pesantissima sconfitta. Da quel momento Oristano seguì la comune storia della Sardegna attraverso le dominazioni aragonese-spagnola (fino al 1708) e piemontese-italiana (dal 1720). (Fonte wikipedia.org)

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